Fonte: www.edilportale.com – 21/02/2020 – La traduzione in pratica del bonus facciate sconta ancora qualche dubbio.

Bonus facciate e perimetro visibile 

La Legge di Bilancio 2020, nell’istituire il bonus facciate, ha stabilito che la detrazione spetta per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna.

Per tentare di fare chiarezza, l’Agenzia delle Entrate ha spiegato che il bonus facciate si applica “sull’involucro esterno visibile dell’edificio, vale a dire sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell’edificio, sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno). La detrazione non spetta, invece, per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio fatte salve quelle visibili dalla strada o dal suolo ad uso pubblico”. La circolare esclude espressamente le facciate confinanti con chiostrine, cavedi, cortili e spazi interni”.

Queste definizioni non esauriscono la casistica con cui ci si potrebbe confrontare. Ci sono edifici in cui solo parte della facciata è visibile dalla strada, ad esempio perché l’altra è coperta da un muro di cinta o da un edificio più basso.

Parete parzialmente visibile, bonus facciate sì o no?

Un’ipotesi potrebbe essere quella di applicare il bonus facciate su tutta la parete, quindi anche su quella coperta dal muro o dall’altro edificio, perchè appartenente al perimetro esterno.
Se si volesse interpretare la norma alla lettera, bisognerebbe invece applicare il bonus facciate solo per gli interventi effettuati sulla parte visibile dalla strada. Questa soluzione si presterebbe però a diverse difficoltà pratiche. Si dovrebbe infatti individuare l’esatto punto che separa la parte di facciata visibile da quella coperta. L’individuazione del punto cambia a seconda della prospettiva e dall’altezza di osservazione.

Ammettendo di trovare un modo per delimitare la parte di facciata visibile da quella coperta, bisognerebbe scomporre l’intervento in modo da agevolare con la detrazione del 90% i lavori sulla parte visibile e con l’ecobonus o con il bonus ristrutturazioni gli interventi sul resto della facciata.

Un altro caso dubbio, può essere quello dei complessi residenziali, composti da più palazzine che si affacciano su strade private interne. L’applicazione letterale della norma porterebbe ad una “discriminazione di fatto” tra gli edifici dello stesso complesso. Quelli situati nei pressi dell’accesso o dei muri di cinta, quindi visibili dalle strade pubbliche, avrebbero diritto al bonus facciate. Gli altri, per gli stessi interventi, avrebbero invece diritto a detrazioni più basse (ecobonus al 65% o bonus ristrutturazioni al 50%).

Sull’argomento è intervenuta anche l’Associazione nazionale per l’isolamento termico e acustico (Anit), che in un approfondimento ha schematizzato graficamente sia i casi di edifici con facciate interamente visibili o interne (come nei casi degli edifici con una corte centrale interamente interna), ma anche quelli intermedi delle facciate parzialmente visibili.

Edificio con facciate interamente visibili e edificio con corte interna:

Immagine: anit.it/pubblicazione/bonus-facciate

Edificio con facciata parzialmente visibile:

Immagine: anit.it/pubblicazione/bonus-facciate

Anit ha sottolineato che su queste criticità interpretative ad oggi non ci sono chiarimenti ufficiali.