Fonte: Agenzia delle entrate- www.edilportale.com 18/06/2019 – Il contribuente che ha ereditato un immobile e, con esso, il diritto a fruire delle quote residue di detrazione per i lavori di recupero edilizio realizzati dal de cuius, perde tale diritto se concede l’immobile in comodato.

È questa la risposta data dall’Agenzia delle Entrate, attraverso la Posta di FiscoOggi, ad un utente che chiedeva se l’erede che concede in comodato l’immobile perde il diritto alla detrazione delle spese di recupero edilizio sostenute dal de cuius.

L’Agenzia ricorda che, in caso di acquisizione per successione mortis causa dell’immobile su cui sono stati eseguiti lavori di recupero edilizio, le quote residue di detrazione si trasferiscono per intero esclusivamente all’erede o agli eredi che ne conservano la detenzione materiale e diretta.

In altri termini – chiarisce l’Agenzia -, l’agevolazione compete a chi può disporre dell’immobile, a prescindere dalla circostanza che lo abbia adibito a propria abitazione principale (Circolare 24/2004, paragrafo 1.1). La condizione della “detenzione materiale e diretta del bene” – aggiunge l’Agenzia – deve sussistere non solo per l’anno dell’accettazione dell’eredità, ma anche in ciascuno degli anni per i quali l’erede intende fruire delle residue rate di detrazione.

Pertanto, “l’erede che deteneva direttamente l’immobile e, successivamente, lo ha concesso in comodato non può fruire delle rate di detrazione di competenza degli anni in cui non detiene l’immobile direttamente”.

“Tuttavia – conclude la risposta -, al termine del contratto di comodato, potrà beneficiare delle eventuali rate residue di competenza (Circolare 17/2015, paragrafo 3.3).