Fonte: www.edilportale.com – 03/02/2020 – La sostituzione di porte interne e tutti i lavori di manutenzione ordinaria possono usufruire del bonus ristrutturazione se sono collegati ad interventi ‘maggiori’ che ricadono almeno nella manutenzione straordinaria. A ribadirlo il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) nella risposta ad un’interrogazione del deputato M5S Giovanni Currò che chiedeva chiarimenti sulla possibilità di detrarre le porte interne.

Bonus ristrutturazione: la questione delle porte interne e degli ‘interventi minori’

L’interrogante ha richiamato l’attenzione sul principio contenuto nella circolare 57/1998 in cui il MEF ha affermato che “qualora gli interventi singolarmente non agevolabili (manutenzione ordinaria) siano integrati o correlati ad interventi di categorie diverse per i quali compete la detrazione d’imposta, per effetto del carattere assorbente della categoria di intervento «superiore» rispetto a quella «inferiore», anche i lavori rientranti in quest’ultima categoria sono ammessi a beneficiare della detrazione d’imposta”.

Tale principio era stato ripreso dall’Agenzia delle Entrate nella circolare 13/E del 31 maggio 2019 e nella Guida al Sismabonus.

La domanda del deputato Currò nasce, però, dalla constatazione che, pur essendo ancora valido questo principio, nell’ultima versione della guida al bonus ristrutturazioni dell’Agenzia delle Entrate non si rilevano indicazioni circa la possibile detraibilità delle porte interne. Nell’elenco delle opere agevolabili della guida si trovano le porte blindate (rientranti nelle opere finalizzate alla prevenzione di illeciti) e le porte esterne ma manca completamente il riferimento alle porte interne e alla condizione per cui tale intervento di manutenzione ordinaria possa essere inglobato in un intervento di maggiore entità.

Bonus ristrutturazione: gli interventi maggiori assorbono i minori

Il MEF ha confermato che la detrazione spetta anche nell’ipotesi di spese sostenute per interventi di manutenzione ordinaria sulle singole unità immobiliari, se tali interventi fanno parte di un intervento di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia.

Nell’ambito di un intervento di manutenzione straordinaria o di ristrutturazione edilizia, effettuato sulla singola unità immobiliare, la detrazione, dunque, può essere calcolata, nel limite complessivamente stabilito dalla norma, anche con riferimento alle spese sostenute per opere di finitura, quali la sostituzione di porte interne, rientranti nella manutenzione ordinaria, se tali opere sono necessarie al completamento dell’intervento edilizio nel suo insieme.

Per non creare incertezze nei contribuenti, il MEF ha sottolineato che la Guida dell’Agenzia delle Entrate, avendo carattere divulgativo, non elenca tutti gli interventi ammessi a fruire della detrazione e per la valutazione degli interventi ricadenti nell’ambito della manutenzione straordinaria rinvia alla copiosa prassi amministrativa.