Restaurare un casale toscano senza snaturarlo

Restaurare un vecchio casale che è già stato abitato e vissuto è sempre una grande sfida. È un po’ come l’amore: l’arma vincente è il compromesso. Bisogna non snaturare quel luogo, la sua anima, e renderlo il più fedele possibile all’originale, con tecnologie all’avanguardia.

D’altro canto un restauro profondo è fonte di nuova vita: nuove case, nuove esperienze, nuove storie.

Com’è fatto un casale toscano

I casali della nostra campagna spesso sono nati come case coloniche, a servizio delle grandi aziende agricole. Hanno caratteristiche che si ripetono:

  • muratura portante in pietra;
  • solai con travi, travicelli e mezzane in cotto;
  • due piani, spesso liberi su tre o quattro lati, con il terreno intorno.

Sono proprio questi elementi a dare carattere alla casa, ed è da qui che parte il restauro.

Cosa si conserva e cosa si rinnova

Il compromesso sta tutto qui: si conserva ciò che fa l’anima del casale, la pietra, la forma, il rapporto con la campagna, e si rinnova ciò che lo rende vivibile oggi, cioè impianti, isolamento e distribuzione degli spazi. Spesso un casale grande diventa più abitazioni, ognuna con il suo giardino.

Quattro casali veri

Podere in via degli Affitti, Venturina Terme. Costruito negli anni ’50, due livelli da circa 200 mq ciascuno, in campagna con il terreno su quattro lati. Il progetto lo trasforma in cinque appartamenti, dal bilocale al quadrilocale, tutti con giardino privato, in classe energetica B o superiore. Le finiture si scelgono nello showroom In&Out di Venturina Terme, partner del progetto. Vedi il lavoro e la scheda degli appartamenti.

Casale in via delle Caldanelle, Piombino (2022). Un tipico casale in pietra degli anni ’50, con solai in travi, travicelli e mezzane: oggi sono cinque abitazioni con giardino e posto auto. Vedi la scheda.

Podere Scopicci, tra Piombino e Follonica (2018). Un casale costruito tra fine Ottocento e inizio Novecento, restaurato in cinque terratetto con giardino privato. Vedi la scheda.

Campo all’Olmo, tra Campiglia Marittima e Piombino (2018). Un casale dei primi del Novecento, ampliato negli anni ’50, restaurato in tre appartamenti con giardino. Vedi la scheda.

Domande frequenti

Si può rendere efficiente un casale in pietra? Sì: con il restauro si rifanno impianti e isolamento, e nel podere di via degli Affitti, per esempio, ogni appartamento raggiunge la classe B o superiore.

Meglio restaurare o demolire e ricostruire? Dipende dalla struttura. Quando è ancora sana conviene restaurare; quando non si può più risanare, come nel casale della Sdriscia, si demolisce e si ricostruisce. Ne parliamo nell’articolo sulla rigenerazione edilizia.

Un casale grande si può dividere in più case? Spesso sì: lo spieghiamo nell’articolo sul frazionamento immobiliare.

Hai un casale da restaurare?

Valutiamo insieme cosa conservare e cosa rinnovare. Chiedi un sopralluogo oppure chiamaci allo 0565 853620.